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Agnelli a tutto campo: le bugie del Presidente sono da Pallone D’Oro

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Andrea Agnelli: le bugie sono da Pallone D’Oro

Le bugie di Andrea Agnelli hanno le gambe corte ma non smettono di esistere. La conferma, in occasione del saluto a Paratici voluto dal presidente della Juventus con conferenza stampa a Torino. L’occasione per rendersi conto che l’uomo (Agnelli) ha una strana visione della realtà e della verità. Ma un alto senso del sé. Patologico? Forse. Probabile. Perché uno che non ammette mai di aver sbagliato in prima persona dopo due stagioni di scelte da mani nei capelli, qualche dubbio lo fa venire.

Intanto quando torna alla carica sulla Superlega, difendendone lo spirito fondante, escludendo che fosse “un colpo di Stato, bensì, un grido di allarme di un Sistema che sta andando verso l’insolvenza”. Detto da uno che a Cristiano Ronaldo versa ogni anno per tre anni 31 milioni di euro netti e lo ha a bilancio per 80, la cosa fa piuttosto sorridere. Se non piangere. Perché, in verità, la Superlega, ad Agnelli e ai ricchi spocchiosi di Spagna come lui serve soltanto per continuare a spendere sempre di più e non certo per contenere il costo del lavoro.

Verrebbe da dire: per essere credibili, prima date il buon esempio. E credibile non lo è certo il numero uno della Juventus se in due stagioni ha buttato a mare due progetti tecnici, pagando in contemporanea due allenatori (Sarri e adesso Pirlo) più il terzo che è Allegri. Per la serie: dirigenti inaffidabili. Mandi via Allegri per Sarri e poi lo riprendi con un triennale ancora più oneroso per la casse della società dell’Allegri 1: adesso sono 9 milioni di euro netti a stagione. Follia!

Agnelli ha anche raccontato che la stagione della Juventus targata Pirlo non è stata un fallimento con due titoli conquistati e il posto Champions garantito. Ha ragione. Ma allora, perché mandare via Pirlo se lo avevi scelto con una incoscienza al limite della follia e poi adesso non lo difendi? Stessa cosa fatta con Sarri: scudetto conquistato, esonero assicurato. Poi il presidente della Juventus dice che adesso il progetto con Allegri è solido e figlio di una certa programmazione. Scommettiamo che se va male salta anche Allegri e saremmo all’Allegri bis? Perché, il leitmotiv di questo tipo di dirigenti è il seguente: se le cose vanno male io che dovrei essere il primo responsabile, mi salvo sempre scaricando le colpe sui dipendenti. Agnelli lo ha fatto con Marotta prima, Pirlo e Paratici adesso. E poi, dirigenti simili vorrebbero fare la Superlega e pure gestirla. Poveri noi…

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1 Response

  1. MATTEO

    Agnelli è una brutta persona pensiamo per esempio al fatto che ha sedotto e portato via la moglie ad un suo collaboratore e grande amico come Calvo oppure al trattamento riservato al grande Alex Del Piero e in parte anche a Marotta e comunque la stessa ambiguità tenuta recentemente col suo altro amico Ceferin. Per non parlare del pessima lancio della nascente ma subito abortita Superlega ora mi fermo qui per non infierire. Comunque sempre grande esperto e informato giornalista e professionista il nostro super Paolo Bargiggia!

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