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Conte, quell’ego ipertrofico e le interviste sdraiate

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Le interviste sdraiate ad Antonio Conte. Quella che abbiamo letto sulla Gazzetta dello Sport. Più che un’esclusiva, un monologo senza contraddittorio, ripulito da ogni forma critica dove l’egocentrismo quasi patologico dell’ex allenatore dell’Inter sgorga in ogni riga delle sue dichiarazioni. Conte guadagnava 12 milioni netti a stagione, 13 nell’ultima dello scudetto.

Conte è così egoriferito che si sente al centro della rotazione dei pianeti, investito da chissà quale mistica missione, come fosse la reincarnazione di Federico Barbarossa.”Io sono esigente prima di tutto con me stesso e poi con gli altri. Non gioco per partecipare, gioco per vincere. Mi chiamano per questo. Da me pretendono tutti la vittoria e non mi fanno sconti… ma credo di aver dimostrato di sapere anche come si arriva alle vittorie”.

Conte spiega anche che lui è si pagato tanto ma ai suoi club fa guadagnare parecchi soldi. Ma, lui e chi lo ha intervistato dimenticano di dire un’altra cosa: in due anni, Conte ha fatto spendere più di 250 milioni al suo club, certi ingaggi sono stati assurdi, come Vidal e Kolarov, hanno inciso pesantemente sui conti del club e con l’Inter è uscito due anni di fila al primo turno di Champions. E, al minimo, la società ha perso almeno 100 milioni di mancati introiti dall’Uefa.

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