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Italia riscatta il Governo debole che ti rappresenta in politica estera e batti i turchi di Erdogan

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Speciale Europei, Italia-Turchia

Il match inaugurale di Euro2021, come sappiamo, vedrà confrontarsi Italia e Turchia allo stadio Olimpico di Roma.

Italia-Turchia: il conflitto in Libia

Oltre al lato sportivo, si tratterà di una partita affascinante anche per gli eventi e relative polemiche verificatisi negli ultimi anni. 

Non è un mistero infatti che i turchi abbiano da tempo messo le proprie mire sulla Libia, cercando di ampliare la propria sfera di influenza nel Mediterraneo ed agendo spesso indisturbati e nel totale silenzio della UE.

Ricordiamo, proprio in merito alla Libia, che una volta il Paese faceva parte dell’Impero Ottomano e che non è un caso quindi se Erdogan, seguace del neo-ottomanesimo, abbia basato la propria politica estera battendo molto su una Turchia forte ed in grado di esercitare una certa influenza sulle sue ex colonie.

La Libia cessò di far parte dell’Impero Ottomano, ormai in disarmo, nel 1912, in seguito proprio ad un conflitto militare tra Italia e Turchia che vide le armate guidate dal generale Carlo Caneva avere la meglio. Rimase poi colonia italiana sino alla fine della seconda guerra mondiale; al termine della quale passò sotto il controllo temporaneo degli Inglesi prima di ottenere l’indipendenza nel 1951.

Italia-Turchia: le scintille tra Erdogan e Draghi

Tornando all’attualità, una recente polemica che ha portato a qualche tensione tra Italia e Turchia riguarda le parole dell’attuale primo ministro italiano Mario Draghi; quest’ultimo ha infatti, senza troppi giri di parole, accusato Erdogan di essere un dittatore, con cui è utile mantenere i rapporti o collaborare soltanto per quieto vivere. Queste dichiarazioni hanno ovviamente suscitato un gran disappunto da Ankara, con il ministro degli Esteri Mevut Cavusoglu che ha immediatamente rispedito le accuse al mittente.

L’assurda polemica sulla von der Leyen

La polemica partiva comunque ancora da più lontano; è derivata infatti dalle accuse di maschilismo rivolte ad Erdogan da parte della Comunità Europea, in seguito alla vicenda riguardante Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea. Quest’ultima, in un incontro ufficiale con Erdogan dello scorso aprile, è stata fatta sedere su un divano; anziché su una sedia come invece avvenuto nel caso del presidente del Consiglio UE, Charles Michel. Apriti cielo!

A quel punto si è venuto a creare un caso diplomatico per una vicenda di per sé del tutto insignificante. L’ennesima polemica targata politically correct di cui non si sentiva alcun bisogno. A proposito di ciò, l’Uefa ha pensato bene, per provare ad indispettire Erdogan, di designare come “quarto uomo” del match inaugurale una donna; la francese Stéphanie Frappart. Una decisione del tutto irrilevante ed anche molto ipocrita, dato che la stessa Uefa ha poi deciso di mantenere tra le sedi dell’Europeo itinerante anche Baku; capitale di un Paese come l’Azerbaigian il cui destino – come vedremo – è molto legato a quello della Turchia.

Italia-Turchia: il lato sportivo ci sorride maggiormente

Sia mai indignarsi, ad esempio, per la condotta tutt’altro che limpida di Erdogan per quel che concerne la politica estera turca, aggressiva – come abbiamo visto – nel bacino mediterraneo, che a noi italiani dovrebbe stare particolarmente a cuore.

Oppure per ciò che è avvenuto nella regione del Nagorno Qarabag, terra contesa tra Armenia ed Azerbaigian. Nel caso specifico, Erdogan ha fornito, durante il conflitto azero-armeno, ingenti aiuti militari al suo pari Ilham Aliyev, presidente degli azeri ed altro personaggio sul quale i paladini del politically correct dovrebbero concentrarsi molto di più, anziché perdersi in futili polemiche del tutto prive di senso.

In definitiva, la speranza per la partita di venerdì sera è che l’Italia, almeno dal punto di vista sportivo, possa riprendersi quel ruolo da protagonista che ha totalmente smarrito in politica estera, in un’area in cui una volta aveva un ruolo preponderante. 

In passato, infatti, il doppio confronto coi turchi sarebbe stato impietoso sia sul lato sportivo che su quello politico. Oggi, speriamo quantomeno di accontentarci per quel che concerne il rettangolo di gioco. Con buona pace di Erdogan e delle sue manie di potere. 

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