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Domani i nuovi diritti tv: Dazn avanti ma rischio caos per lo streaming e ricaduta su Sky per i posti di lavoro

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La partita dei diritti Tv per la Lega calcio Serie A vede favorita Dazn, ma all’orizzonte si profilano problemi sia per gli utenti che per i lavoratori Sky.

Come vi avevamo anticipato lunedì 1 marzo su questo blog, la Lega calcio si prepara ad affidare a Dazn, salvo sorprese, i diritti televisivi per i prossimi tre anni della serie A. Il momento si avvicina perché domani, giovedì, è prevista l’Assemblea di Lega che, questa volta, dopo tanti rinvii dovrebbe essere quella della decisione definitiva.

Ovviamente il dibattito sulla scelta sta scaldando ancora i presidenti della serie A; questi dovranno ritrovarsi con un quorum di 14 voti su 20 per affidare finalmente i nuovi diritti 2021/2024. La scelta è tra l’offerta più cospicua di Dazn e quella più “leggera” di Sky. L’offerta americana però al momento garantisce migliori certezze agli utenti dal punto di vista della tecnologia (con la cosiddetta “padella”) e del piano di sviluppo per i club. Tutto questo, attraverso la creazione di un canale tv della Lega; che avrebbe poi potuto sviluppare un know how per produrre e vendere in proprio tutti i diritti esclusivi nel triennio dal 2024 al 2027.

L’attuale offerta di Dazn porta in dote 840 milioni a stagione per 7 gare più i 70 milioni promessi da Sky per le altre 3 partite. Quella del broadcast americano invece si è fermata a 750 milioni per l’intero pacchetto più la possibilità di altri incassi partendo da una base minima di 50 milioni attraverso la costituzione del famoso Canale della Lega o di altri provider internazionali come Eleven Sport. Queste comunque le carte in mano alla serie A per la scelta definitiva. 

Quei presidenti che da subito hanno spinto per Dazn come Inter, Milan, Juve, Napoli e Lazio li avevamo definiti “prenditori” e non imprenditori illuminati per la miopia con la quale stanno affrontando il problema e le possibili ricadute sul futuro del calcio e sulle prossime generazioni. Inoltre,  intorno a questo scenario e al possibile passaggio a Dazn, il dibattito si sta incendiando su alcuni temi fondamentali.

I problemi per gli utenti e i lavoratori Sky

Se il gruppo del magnate ucraino prende i diritti, per gli appassionati sarà ancora un salasso per il costo degli abbonamenti. Dovranno avere Sky per la Champions, Dazn per la serie A più un altro player per i “secondi” diritti. Ancora: appassionati in stato di agitazione per i problemi tecnici; parliamo dello streaming in certe zone d’Italia dove il segnale arriva male o non arriva per niente.

Terzo problema, forse il più grave, i risvolti occupazionali che potrebbe avere questa scelta con l’esclusione di Sky; perché non è poi nemmeno detto che le 3 partite a disposizione del secondo player se le possa davvero aggiudicare il gruppo americano. Se l’offerta fosse ritenuta bassa entrerebbero in gioco altri competitor “free” come Rai e Mediaset per esempio. E a quel punto, per alcuni dipendenti Sky il rischio occupazionale sarebbe praticamente una certezza.

Questo, considerato il piano di tagli già annunciato dal Ceo Ibarra. Era il finire dello scorso anno e la partita per i diritti tv era ancora in sonno: il 20% di dipendenti in meno da qui al 2024. Quindi almeno mille persone che rischiano il posto di lavoro. Senza nemmeno uno straccio di diritto sulla serie A, a questo punto, crediamo che potrebbero essere ancora molte di più.

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