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Juve attenta: il Porto è l’Atletico Madrid del Portogallo

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Ottavi di Champions League: Juve, attenta a questo Porto agguerrito e con un solido reparto difensivo.

Stasera tocca alla Juve rispondere alla vittoria di PSG e Liverpool contro un Porto agguerrito arrivato secondo solo dietro al City nel girone. La squadra portoghese è la classica squadra per il quale si gioisce al momento dell’estrazione dalle urne, ma la stessa che può ribaltare i pronostici sul campo. D’altronde parliamo di un club che è alla sua ventiquattresima partecipazione alla Champions League, dietro solo a Barça e Real.

I dragões da 4 anni si affidano alla guida tecnica dell’esperto Sérgio Conceição, ex Lazio, Parma e Inter. Se Pirlo è un allenatore “camaleontico”, non si può non dire lo stesso sul collega portoghese, capace di adattare la sua squadra a diverse situazioni. La dinamicità delle idee di Conceicão ha permesso al tecnico di raddrizzare una situazione difficile a inizio campionato. Con qualche gol di troppo subito erano arrivate all’alba della stagione delle sconfitte sorprendenti che hanno fissato la squadra di Oporto al secondo posto in classifica a -10 dallo Sporting.

Il passaggio dall’ offensivo 4-3-3 al più difensivo 4-4-2 è stata un’intuizione importante del tecnico, che è riuscito a raddrizzare i numeri di un reparto da incubo. Il Porto, con un modulo più accorto, ha abbassato il baricentro stringendo le linee tra un reparto e l’altro. Ha perso un po’ di vivacità in fase offensiva, ma ha acquistato solidità in quella difensiva.

La squadra portoghese gioca un calcio “attendista”, non cerca il controllo del gioco ma aspetta l’avversario e sfrutta i velocisti che ha sulle fasce per ripartire. La formazione di Conceição è un Atletico Madrid in versione portoghese, che rappresenta un avversario ostico e difficile per qualsiasi squadra.

La difesa è guidata da Pepe, uno che ci sa fare, e in campionato ha una media di 0.5 gol subiti a partita. In Champions non subisce reti ormai dalla prima giornata del girone contro il City. 467 minuti in cui il Porto ha abbassato la saracinesca e non ha mai perso.

Il 4-4-2 restituisce ai portoghesi quella solidità difensiva tanto desiderata dal loro tecnico, anche se davanti gli attaccanti continuano a fare festa. In 33 partite stagionali i dragões sono andati a segno 69 volte, viaggiando alla media di 2 reti a partita. Nel reparto offensivo spicca Marega, miglior marcatore della passata stagione. Il “Lukaku maliano”, tutto fisico e corsa, viene sempre schierato in tandem con il bomber Taremi, già a 19 gol stagionali.

Gli esterni di centrocampo sono le armi in più della formazione di Oporto. In quelle zone di campo, per servire i due terminali d’attacco, Conceição deve scegliere tra giocatori dotati di tecnica e velocità come Corona, Otávio, Felipe Anderson e Luis Díaz, schierato spesso come punta. Squadra solida quindi quella di Oporto, che punta sulle ripartenze per punire qualsiasi tipo di avversario. La bravura della linea difensiva a stringersi in fase di non possesso costituisce un grave problema per la squadra di Pirlo. Non è infatti particolarmente abile a scardinare difese chiuse.

Nei precedenti 4 incontri Champions League tra la Juve ed il Porto, i portoghesi non hanno mai vinto. Lo scontro più famoso tra le due resta la partita dello sgabello di Bonucci. Un solo pareggio e tre vittorie bianconere costituiscono un bilancio sfavorevole per i portoghesi, ma i tabú sono fatti per essere sfatati. Cristiano Ronaldo torna in Portogallo e ad aspettarlo, al do Dragão, ci sono Conceição e i suoi.

Federico Russi

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