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Donnarumma e i conti del PSG: la UEFA continua a far finta di non vedere

psg fair play finanziario

Mentre il calcio europeo è in ginocchio, la UEFA fa finta di non vedere le violazione del fair play finanziario da parte del PSG

C’era una volta il fair play finanziario: quel progetto UEFA che avrebbe dovuto cancellare le eccessive disparità economiche tra le varie squadre. Il problema è che, mentre diversi club piangono miseria, altri se ne fregano del pareggiamento di bilancio e continuano a spendere. Nello specifico ci riferiamo al PSG ed alle “spese monster” che sta sostenendo e progettando.

Il club parigino ha infatti rinnovato il contratto a Neymar fino al 2025 alla modica cifra di 36 milioni netti a stagione. Wijnaldum, invece, è arrivato a parametro 0 ma con uno stipendio di quasi 10 milioni l’anno, soffiato al Barcellona. La scia di cifre mostruose continua: Donnarumma, attualmente vicino alla firma del contratto, avrà un ingaggio di 60 milioni netti per 5 stagioni; dulcis in fundo il PSG ha offerto 60 milioni per Hakimi.

Quando vi avevamo spiegato che era assurdo scandalizzarsi per la nascita della Superlega quando i club violano costantemente il fair play finanziario ( https://paolobargiggia.it/superlega-etico-tecnico/ ), ci riferivamo proprio a questo. Prendendo un esempio concreto e tornando a Wijnaldum, il PSG ha potuto strappare il centrocampista dalle mani del Barcellona proprio perché ha saputo – o meglio, ha potuto – offrirgli una cifra maggiore.

Mentre alcune società, come Milan e Inter in passato sono state sanzionate attraverso esclusioni dalle coppe, blocchi o limitazioni sul calciomercato, ad altre (vedi anche il City) sembra che tutto sia concesso. Ciò che sta succedendo è anche un po’ lo specchio del mondo in cui stiamo vivendo dove il denaro ammazza ogni valore, regola ed etica. Serve al più presto un vero e proprio intervento da parte della UEFA per evitare che il calcio diventi un gioco solo per ricchi. Ovviamente non è colpa di nessuno se non si dispone della ricchezza dello sceicco di Parigi; ma è altresì vero che se non si rispettano parametri e paletti, diventa uno sport esclusivamente per le elitè finanziarie senza scrupoli.

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2 Responses

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