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Il razzismo di Lukaku verso gli italiani, il popolo più accogliente d’Europa

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Nel calcio, come nella vita in generale, prima di fare accuse bisognerebbe guardarsi allo specchio e farsi un’esame di coscienza. In un mondo in cui il Black Lives Matter dilaga con accuse di finto razzismo, ogni scusa è buona per compiacere il Pensiero Unico; questo è il caso di Lukaku che in un’intervista rilasciata alla CNN a pochi giorni dall’Europeo, dichiara che il razzismo in Italia è ai massimi storici.

La cosa più assurda è che, per il centravanti belga, il razzismo dilaga soprattutto sui social. Ci sembra un’affermazione abbastanza ridicola ed azzardata, dato che il mondo virtuale è tempestato di arcobaleni e di iniziative legate a movimenti antirazzisti. Ci viene da chiedere, come si possa pensare che in Italia ci sia un problema di razzismo nel calcio quando le squadre pullulano di calciatori di colore; provocatoriamente, ci chiediamo inoltre come può pensarlo un giocatore dell’Inter, dato che la rosa di quest’anno era composta da solo 6 italiani.

Nell’intervista Lukaku prende la palla al balzo per parlare nuovamente dei presunti fischi e “ululati” razzisti di Cagliari-Inter per riaprire il solito discorso: “In Italia, quando è successo a me direttamente, c’era qualcosa che si faceva perché la Serie A comunicava davvero con me e la mia squadra. E in pratica abbiamo cercato di educare le persone per una cosa che non va bene, perché l’Italia è un paese bellissimo e sono stato accettato davvero bene da tutti, sia dai tifosi di casa che da quelli in trasferta”. Con queste parole, si contraddice da solo ammettendo di essere ben accetto dai tifosi locali ed ospiti.

Successivamente, però, dichiara:“Penso che quando è successo (riferendosi alla partita sopracitata), qualcosa è cambiato. È quello che dovrebbero fare tutte le leghe. Dovrebbero parlare con i giocatori e fondamentalmente cercare di iniziare a fare le cose con i giocatori e con le loro squadre”. Ammette così che, a suo avviso, anche altri campionati ed altri tifosi sono razzisti; ci piacerebbe però che guardasse qualche dato.

Per capire l’assurdità dell’affermazione, facciamo un esempio con una Nazione “nostra vicina di casa”: la Ligue 1 è formata dal 49% da giocatori stranieri. Bisogna considerare, inoltre, che le squadre francesi sono composte quasi esclusivamente da calciatori di colore. Come se ciò non bastasse, i calciatori più pagati in Europa, non sono certo di carnagione bianca; nello specifico ci riferiamo a Mbappé e Neymar, escludendo Messi e CR7 ovviamente. Con la scusa del razzismo Lukaku si dimostra fazioso, pronto ad alimentare il razzismo al contrario, proprio in un Paese come l’Italia dove vengono accolti tutti ma proprio tutti.

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