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Sarri-Lazio una scelta ad alto rischio che non ci convince

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Ventun giorni per dire si alla Lazio che lo annuncia sui propri profili social con l’immagine di una sigaretta fumante. Scelta di pessimo gusto visto che il fumo rovina ogni anno la salute a milioni di persone anche se Sarri è un fumatore incallito. Estetica e filosofia a parte, sostituire Simone Inzaghi con Sarri è stata una buona scelta? Per i laziali, visto l’entuasiasmo e la spasmodica attesa sembrerebbe di sì.

Per me no. Nel senso che, sulla base delle ultime esperienze in panchina (Chelsea e Juventus) il tecnico toscano si è dimostrato uno poco adattabile agli ambienti e alle persone; uno con il carattere ispido anche se allena alla grande. Se riuscirà ad andare d’accordo con gente che ha il carattere forse peggiore del suo come Lotito e Tare, sarebbe un miracolo. Per questo, ma anche per l’acclarato budget risicato che il club investe sul mercato (per il nuovo 4-3-3 gli acquisti da fare sono parecchi) l’operazione Sarri non ci esalta. E nemmeno la scelta dell’allenatore che, accettando il club di Lotito si è ridimensionato molto; nell’ingaggio (la metà di quello che prendeva a Londra e Torino) e nelle ambizioni. In ogni caso, fuori dal pensiero previsionale, proviamo a vedere i pro e i contro della scelta laziale.

Sarri-Lazio: perché sì

Potenzialmente, si tratta di un grande colpo messo a segno da Lotito. Sarri era disoccupato seppur formalmente ancora sotto contratto con la Juventus, dall’agosto scorso; ma nonostante questo rimane senza dubbio uno dei tecnici italiani più preparati al momento sulla piazza.

E’ infatti in grado di dare un gioco brillante ed un’identità precisa alle proprie squadre; In testa, anche per la Lazio ha il 4-3-3. In particolar modo, da ricordare le grandi prestazioni del suo Napoli fino alla sepazione con De Laurentiis avvenuta nel 2018. Da allora, passi indietro dal punto di vista del gioco sia col Chelsea che con la Juventus, ma risultati comunque discreti. Coi Blues ha infatti vinto un’Europa League in finale contro l’Arsenal, mentre con una Juve già in parabola discendente (e lo si è visto quest’anno) ha comunque portato a casa il nono scudetto consecutivo per i bianconeri.

Dovesse essere messo nelle condizioni di lavorare serenamente; con acquisti mirati e congeniali al suo modo di intendere il calcio, l’impressione è che questo possa essere un colpaccio. E che la Lazio possa quindi ambire quantomeno ad una qualificazione in Champions League per il prossimo anno.

Sarri-Lazio: perché no

Le incognite, nonostante buone premesse, comunque non mancano. In primis quelle legate al carattere dell’allenatore, non esattamente facile in molte circostanze e che potrebbe scontrarsi con un’altra personalità forte come quella di Lotito. La sintonia tra tecnico e società ora più che mai dovrà essere al centro di tutto, e ciò lo si potrà constatare solamente strada facendo.

Dicevamo inoltre del mercato, sul quale la Lazio dovrà lavorare tanto per accontentare un tecnico che parte da idee di gioco molto diverse rispetto a quelle del predecessore. Si passerebbe infatti dal 3-5-2 targato Simone Inzaghi al classico 4-3-3 di stampo sarrista, con conseguente bisogno di ali adatte a a quel tipo di modulo. Ali che in questo momento alla Lazio mancano. A Lotito Sarri ha chiesto tanto in sede di investimenti: 3 esterni, una mezz’ala, un difensore centrale ed uno laterale.

Un sacrificato in tal senso potrebbe essere Joaquin Correa, reduce da una buona stagione ma con caratteristiche non adatte al 4-3-3. Una volta ultimata la sua cessione, ci sarebbe probabilmente la liquidità necessaria per qualche acquisto più in linea con il gioco cui ci ha abituato Sarri. Da piazzare anche l’estremamente deludente Vedat Muriqi, che con tutta probabilità farà rientro in Turchia.

La società ha comunque garantito al tecnico toscano che senatori come Acerbi, Luis Alberto, Milinkovic Savic e Immobile, ovvero gli uomini chiave della Lazio di Inzaghi, rimarranno a Formello. Molto interessante sarà in tal senso capire come verrà valorizzato il talento di Luis Alberto, che potrebbe essere schierato da Sarri “alla Jorginho” per sfruttarne le grandi qualità in fase di palleggio. Di contro, cambiare modulo per giocatori abituati lungamente al 3-5-2 potrebbe essere problematico. E in una piazza esigente come quella biancoceleste non è detto vi sia la necessaria pazienza per aspettare di poter intravedere dei miglioramenti e conseguenti risultati all’altezza.

Come detto, per concludere, moltissimo dipenderà dalle scelte della società. Da quanto sarà abile a fornire al nuovo allenatore i giocatori giusti per poter esprimere al meglio le sue idee di gioco. Scrivendone oggi, la scelta di Sarri ha tutta l’aria di essere una scommessa, coi suoi lati interessanti ed i suoi rischi. Vedremo se Lotito riuscirà a consegnare al tecnico una squadra in grado di farci riammirare, anche soltanto in parte, le caratteristiche di quel Napoli che sfiorò lo scudetto poco più di tre anni fa.

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